Parliamo così spesso di segnali che poi quando ci capitano sotto il naso, rischiamo di non vederli..
ed era lì, rannicchiata nel suo pensiero malinconico, era lì nelle sue mancate forze e poi a un attimo di forse se ne è staccata, ha trovato il coraggio di uscirne e poi gli incontri.. che magia nella vita d'ogni istante, che poesia se così la si può chiamare, nel suo lento accarezzare. Così spontaneo il gesto nel suo nascere, in quelle lacrime improvvise, in quel donarsi nelle proprie fatiche, in quel meraviglioso richiamo all'aiuto senza sputare sentenze o invadenze. Che delicatezza nel guardarsi negli occhi e dirsi: guardami..queste sono le mie paure, i miei demoni, le mie vite, non mi nascondo..mi mostro a te che puoi vedere, che sai capire ed ascoltare. Quale individuo di fronte a tale splendida nudità può voltare le spalle?
Siamo così piccoli in questa immensa confusa umanità..eppure nel pallido sorriso di un abbraccio hai aperto possibilità, hai donato l'amore di un esserci..
poi, ognuno per la sua strada nel medesimo cammino, con differenti immagini e pensieri comunicanti, adoro quando l'incontro si fa mano che si posa..sì ne adoro il contatto pieno.
Sentire le conferme di un appartenere è un qualcosa che mi stupisce ogni volta. Comprendere la bellezza di un'unicità mi riporta ogni volta sul confine con il resto. Interrogo il mio presente senza negare il mio passato, anzi spesso ne guardo l'ombra che si allunga anche se non è sera, anche se il giorno non è fatto totalmente..e osservo in controluce altri contorni..
..avevo preso un abbaglio, pensavo cose che non erano. Non c'è delusione in me, non ce n'è motivo, c'è la consapevolezza del sapere, del comprendere, del lasciare andare. La consapevolezza di ciò che sono e che l'altro è.
Tutto ha un sapore..anche quando non lo senti, prima o poi ti arriva e non puoi che sorriderne.
..dice che ama sottraendosi.. torno a sorriderne..
..è in quel partecipare strano che prendo poco fiato. E' in quell'apparire lontano che sfinisco i pensieri a forza di ritorni e false partenze. In quel sentire e soffocare, in quel vibrare e tremare, in quei viaggi verso una luna dietro il fumo di piccoli fuochi, non ci sono spiagge, non ci sono chitarre, non ci sono..eppure è lì, già abitato, vissuto e forse un poco compreso.
..che fatica a volte lasciar scorrere piano la velocità di un gemito, perchè non si possono scrivere pagine di altri, perchè non è possibile cantare se non si ha voce e non si può ascoltare fuori dal coro.
Perchè mi graffio la pelle e solo quando corro riesco a sudare in bilico tra un dire e un pensato dentro.
..mi si chiede di dire, di esternare, di spiegare.. e io lì con gli occhi sbarrati a cercare di capire, in quel tremore di labbra, che anche schiuse non san assaggiare baci lontani.
..allora mi parlo, quando invece, forse, dovrei stare solo ad ascoltare.
..il pulsare lento del battito è prova di pensiero. Trattenere tra le dita petali profumati per soffiarne via l'essenza. Brucia il colore forte e nei colori pastello trasmettiamo il nostro volere. (Vero che sia..siam altro e il passo si affretta insieme al respiro, travolge chi aspetta e protegge chi non giunge.)
In quello scostare di lenzuola si nasconde il puro mieloso peccato, si nutre di piaceri consumati e di ricordi che protraggono l'immagine. Adoro annusare il mio sentire forte. Adoro sentire l'odore del passaggio, adoro parlarne per ore e ore.. adoro.. vedere negli occhi di chi sa, il desiderio che non si cela, il desiderio che consuma, il desiderio che avvolge la stanza..persino la casa. Eppure per strada, quando cammini la pelle scotta, guardi il cielo: potrebbe piovere da un momento all'altro.
..sorridi, in quello spreco di coraggio e bevi a lunghi sorsi, da farne colare acqua sul volto, da gocciolarne in terra, da bagnarti i vestiti. Mescolare l'acqua con la pioggia..ma l'odore non si mescola..rimane distinto, unico, meraviglioso.
..rimane addosso.
..adorava guardarsi le unghie dei piedi, in quel colore forte, in quelle traccie di sangue mai rappreso. Aveva grandi debolezze, la lingua veloce e il passo pesante, eppure era amata, desiderata e ricercata.
..lascivo il suo sguardo, di quelle epoche non troppo lontane, di quelle mani che hanno toccato spesso il contorno armonioso di corpi umidi di altro. Viveva appartata eppure non lo era mai. Sognava al buio e correva di giorno, leccava ferite e cantava distratta. Cambiava abiti e appartamenti, situazioni ed amanti.. Quanto si amava e non era narcisismo..semplice consapevolezza. Sorriso facile e sguardo penetrante.
..mi chiamò sottovoce, ma la sentii e mi avvicinai, con il passo di una folle, quasi a temerne il lamento, quasi a stringerne il collo. Mi lasciai accarezzare.. Mani di altre su il corpo vissuto di chi in fondo non aspetta altro, ha in sè la magia della provocazione, la riconoscenza di quel potere dentro, di quella pazzia che cova. Non c'è sofferenza o sotterfugio. C'è abbraccio e bacio. Saliva mescolata al piacere di un dito sotto...
Restare inchiodata a ricordi di vite che intravedi dietro una persiana appena accostata, un ombrellone nella sabbia e un balcone fiorito.
..mi son seduta ai suoi piedi ad ammirarne le unghie, così laccate di quel sangue ormai rappreso.
Se lascio che le mie fragilità prendano aria acquisto una diversa sicurezza. Se allontano un passo da me la timidezza del mio gesto ne vedo l'audacia e ne scorgo il profilo malizioso. Il gioco di parole, quello che non ferisce ma ammorbidisce, quello che accarezza piano e sgocciola caldi liquidi, quello che non passa attraverso, ma si sofferma ad ogni ansito, ad ogni gemito, quello che sa catturare la preda senza farla sentire vittima ma conquistata..e cavolo, quanta differenza in quel sostantivo.
Conoscere l'intimità di chi ti sta di fronte ti dona di un immenso potere, che però è vano se non riconosciuto, se non condiviso, se non viene slacciato dalle sue pareti laterali..lunghe, spesse e così alte..
Quando permetto a ciò che vedo di mostrarsi nella sua pienezza divento quasi agibile nella mia lontana freddezza, divento permeabile, divento..
Accorgersi non è automatico, non è scontato, non è ne il primo passo ne l'ultimo. E' però un atto dovuto se si vuole andare dentro, se si vuole "vedere" e poi mostrare..
Parliamone un poco più spesso.. così per raccontarci di noi, di ciò che eravamo, di ciò che siamo e di ciò che, chissà mai, saremo..
..nella libertà del mio dire spesso confondo tenerezza con passione. Spesso la ricerca di attenzione fa molto rumore e da delicata presenza diventi ingombrante assenza. Sorrido sul vuoto intorno, sorrido sulle frenesie ritorte, sorrido per questa vita beffarda che ti dona aspettative e poi ti mostra il conto. E..lo fa sempre, non concede sconti, non fa abbuoni per simpatia.
..mi muovo in quella stanza nella luce più calda eppure brancolo nel mio buio. La voce mi dice che è per disattenzione, che è per superbia innata, che è.. provo a chiudere le emozioni in un cassetto e a rileggermi lo spazio. Quanti angoli in questa stanza, quanti punti fermi..quanta sciocca fantasia buttata a casaccio sul muro del rigetto.
L'arte che non so esprimere ma che vorrei comprendere, piango le incapacità a volare più alto e poi ancora mi piego nella frazione di un secondo per accettare il tempo di un altro addio, che forse non era stato nemmeno saluto.
..lo faccio a modo mio, lo faccio chiedendo lo sguardo, aprendo le mani, schiudendo le labbra..lo faccio, ma non rimane che il vuoto..
Quante cose possono succedere in dieci giorni soli, eppure accade, eppure ci sei dentro e cerchi in un modo o nell'altro di lasciarti catturare dal suo senso, di immergerti nella scia e poi a posteriori riesaminarne "le dosi".
Gonfio era, ed è, il mio animo di pulsazioni..Accolgo con timidezza ogni gesto e ne amplifico la densità, ne scompongo in frammenti multipli per assaporarne ogni volta, è la mia fame mai placata, la mia incapacità di lasciar scivolare via troppo presto. Trattengo dentro e rivivo, rivedo.. ne parlo a me del tutto e pure un poco oltre, quasi a volerne in quattro immagini inghiottirne il senso, per non doverne smarrire.
La capacità di contenere dipende dalla libertà di guardare, dall'impulso di respirare un poco oltre. Mi piace posare le dita sulle carezze di altri, mi piace guardare l'occhio di chi vede, mi piace ascoltarne la musica e parlarne sempre un poco in più..
La casa piena di gente, di amici e conoscenti, la tavola imbandita e le risate condite di vino e parole. Condividere giorni, condividere emozioni, parlarne e scattare foto che poi son girate fra i più e i non..
Che gioia essere dentro, che gioia l'assenza del preconcetto e il dono del vedere.
poi altre città, altri volti, altre parole.. Alcune per diffondere, altre per salutare. Ho unito dolore e gioia, ho chiesto aiuto e presenza e non son stata sola. Il coraggio di chiedere è più grande di quello di donare..da sempre..
e poi, di nuovo a casa..di nuovo.
ps.lascio l'indirizzo dove trovare ogni foto "migliore" da Massimo Saretta, l'autore.
Sfoglio lentamente le pagine della vita, di fronte alla frenesia del mio passato ho scelto la delicatezza di un passo. Mi accoccolo in quel "ho visto" e mi racconto partendo da capo ogni volta, che magia.
Rimango sempre così impreparata di fronte agli impulsi dell'istinto, di fronte a quelle morse che ti schiacciano dentro. Però ne conosco il senso e allora lo seguo tenendomi però a una giusta distanza e non è questione di furbizia, son fatta di altra "pasta". In quelle soste che mi concedo ho imparato a baciarmi la pelle e a morsicarne il sapore, parlo al mio corpo e mi piace in quel suo rispondermi a gesti..
Saranno giorni di parole densi, i prossimi, ci saranno molti poeti dalle nostre parti, amici lontani e vicini..Saranno giorni diversi e asseconderò le mie manie, abbraccerò le mie distanze frantumandone i contorni..
Poi..al termine ne racconterò..anche qualcun altro lo farà e ne trarremo considerazioni, sfumature ed emozioni. Siam uomini e donne..siam molti, siam belli..
cosa ci manca?..sorrido di fronte agli sguardi basiti di chi si sente "mancante di molto"... eppure basterebbe così poco per ognuno di noi, così poco.
..mi bacio in attesa di altro..
ps...oggi è pure il compleanno del poeta mio amato...
Quando la giornata è colma di emozione ti accarezzi e pensi delle cose. Quando corri sulla strada e ascolti l'aria che ti viene addosso potresti contare le gocce di sudore che hai sulla pelle. Quando incontri gli occhi di un uomo e ti fermi a parlare il più delle volte potresti star zitta, perchè non c'è nient'altro da dire.
Le ho costruito una casa, le ho dato un nome, l'ho vestita e spogliata, l'ho mandata in giro, l'ho riportata indietro, le ho insegnato a cantare a ballare a parlare. L'accompagno sempre più spesso fuori la notte le dico di andare, mi guarda, mi sorride e si allontana poi, a volte mi dimentico di andarla a riprendere...ma non si lamenta, non ha timore di ciò che potrebbe incontrare..
lei non sa cos'è la paura, perchè quella non gliel'ho insegnata.